Milano, Beautiful Day 2013: la sera precedente

IMG_0653Eccomi qui, intenta nella mia “operazione selfie”. Sabato 30 novembre, sono a Milano, con ogni probabilità ho la febbre, ma sto per uscire a cena con lo staff del Beautiful Day 2013 e domani sarà una giornata bellissima. Questo istante della mia vita va vissuto al massimo, catturato e ricordato.C.A.T.C.H.

Tenete a mente questo gesto: pollice e indice uniti, dite: C.A.T.C.H. Come ci insegna Richard Romagnoli. La vita scorre in fretta, lo sappiamo. E siamo angosciati, tormentati. Ci pre-occupiamo in continuazione delle cose, ancora prima che accadano (ma perché?). E intanto lei continua a scorrere lo stesso giorno dopo giorno, accade davanti ai nostri occhi …sì, proprio nel momento in cui siamo occupati a fare altri progetti. Menomale che capitano anche dei bei momenti. Attimi in cui siamo proprio felici, ci sentiamo svegli, ben presenti e attenti alle cose e alle persone che ci circondano. resizeEcco che lì la vita prende corpo e si rivela con tutta la sua forza; noi non possiamo fare altro che restare stupiti, sorridere, e catturare quell’emozione, quell’energia positiva che sentiamo scorrerci dentro. Ed è proprio in quell’istante che possiamo fare così, per non perderla: uniamo pollice e indice, catturiamo la vibrazione positiva per tenerla dentro di noi e sorridiamo. C.A.T.C.H. Continua a leggere

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Colors for Kenya: quaderni e colori per le scuole di Watamu

IMG_4105Prima di partire per Watamu, Kenya, lessi su qualche forum che sarebbe stato utile portare in valigia quaderni, penne, pennarelli, matite e materiale per la scuola: una volta arrivati, i bambini  del luogo ce li avrebbero chiesti  numerosi e noi avremmo potuto distribuirne loro. Così, portammo una borsa piena di colori e quaderni .  Ma senza sapere bene come, dove e quando distribuirli. Una volta sulla spiaggia, varcai il confine del resort. Sulla spiaggia libera è facile fare amicizia. Tutti, bambini  e  non, ti vengono incontro. Gli adulti cercano di venderti qualcosa. I bambini sono tanto curiosi. Giocano e corrono e ridono. Fanno capriole e capitombolano sulla sabbia. Indossano maglie del Milan e cappellini dell’ EstaThe. Sono vestiti con abiti provenienti dalle mani di turisti di tutto il mondo. Continua a leggere

Cosa ci fa una copywriter con Luca Argentero davanti a un caffè?

946576_10201062369618159_767642956_nE poi ci sono quelle giornate che rivivresti altre cento volte. Torino, un gruppo di blogger seduti a un tavolo, 1 Caffè Onlus, Luca Argentero, creatività, solidarietà, caffè, web. Cosa hanno in comune tutti questi concetti?

Il 28 giugno 2013 ho partecipato al secondo blog trip di BlogForCare, un’iniziativa che chiama i blogger a visitare e  raccontare le realtà del mondo del no profit. La meta del viaggio stavolta è stata Torino, e per la precisione la sede dell’ associazione 1 Caffè Onlus. “Ma quella di Luca Argentero?” Esatto. “E quindi l’hai conosciuto? Che fortuna!” Beh, sì, eravamo lì. “E perché siete andati lì?” Per  conoscere meglio il progetto, tutto lo staff e dare il nostro contributo per la causa. Lo scopo era sederci attorno a  un tavolo tutti insieme e mettere a disposizione le nostre competenze di persone che lavorano nell’ ambito della Comunicazione per trovare soluzioni creative alle problematiche che 1 Caffè Onlus (come ogni altra Onlus) si ritrova ad affrontare. Come comunicare al meglio cosa facciamo? Come spiegare  che quello che facciamo è importante per aiutare gli atri? E poi, come far capire che quello che facciamo è anche e soprattutto bellissimo?

Correte sul blog di 1 Caffè per scoprirlo! 😉

Donare il sangue? È come fare un giro di giostra!

Il titolo di questo post non è riferito al presunto giramento di testa post-donazione, quanto all’emozione che si prova prima del fatidico momento in cui si entra in quella stanzetta dove si dona. Là dentro, infatti, sai che ti troverai alle prese con quell’ago famoso, che, poveretto, non ha un bel rapporto con molti di noi (diciamo pure che resta 20081212_meyerantipatico un po’ a tutti). Ecco, se sei del club che la pensa più o meno così: “Donare sangue = anche no, ho paura degli aghi”, allora la puoi solo immaginare, quell’ “ansietta” che sale quando stai per trovarti a tu per tu con una tua paura. La sensazione è simile a quella di quando stai per salire su una giostra che ritieni “pericolosa”. Naso all’ insù, vedi la gente che urla con le mani al cielo, una scarica di adrenalina ti percorre la schiena e da una parte te la fai sotto e ti sudano le mani, mentre dall’altra non vedi l’ora che sia il tuo turno per urlare anche te e provare quel brivido, per slacciarti le cinture, sentire che ce l’hai fatta, hai sconfitto il tuo timore. E alla fine scendere e dire a tutti, ridendo: “Che figata! Lo rifacciamo?” Intanto però arriva il tuo turno davvero, guardi a che altezza sei, e deglutisci. Eppure, a donare il sangue ci vanno anche coloro che hanno paura. Continua a leggere