Colors for Kenya: quaderni e colori per le scuole di Watamu

IMG_4105Prima di partire per Watamu, Kenya, lessi su qualche forum che sarebbe stato utile portare in valigia quaderni, penne, pennarelli, matite e materiale per la scuola: una volta arrivati, i bambini  del luogo ce li avrebbero chiesti  numerosi e noi avremmo potuto distribuirne loro. Così, portammo una borsa piena di colori e quaderni .  Ma senza sapere bene come, dove e quando distribuirli. Una volta sulla spiaggia, varcai il confine del resort. Sulla spiaggia libera è facile fare amicizia. Tutti, bambini  e  non, ti vengono incontro. Gli adulti cercano di venderti qualcosa. I bambini sono tanto curiosi. Giocano e corrono e ridono. Fanno capriole e capitombolano sulla sabbia. Indossano maglie del Milan e cappellini dell’ EstaThe. Sono vestiti con abiti provenienti dalle mani di turisti di tutto il mondo. Continua a leggere

Sulla cima del mondo

Tutto ciò che mi è rimasto di Giulietta lo conservo in una scatola: una raccolta di materiale pronto per essere consultato. Foto di lei, di me, vecchi diari, appunti presi su foglietti volanti – frasi strappatele dalle labbra, raccolte in fretta prima che svanissero portate via dagli attimi, immortalate su carta – un carillon, un libro intitolato “Una vera donna”, il numero di telefono di una signora conosciuta in ospedale, una regista. Le promisi che prima o poi ci avrei scritto un libro, sulla nostra strana amicizia. Chissà se manterrò mai questa promessa. Da quando lei non c’è più non ho avuto tempo per guardarmi indietro, la vita mi ha risucchiata, infognandomi dentro vortici di progettualità. Inutili. Fino a che non mi sono ritrovata qua, in un pomeriggio piovoso di marzo, a sbattere il naso contro una nostra foto. Continua a leggere

Donare il sangue? È come fare un giro di giostra!

Il titolo di questo post non è riferito al presunto giramento di testa post-donazione, quanto all’emozione che si prova prima del fatidico momento in cui si entra in quella stanzetta dove si dona. Là dentro, infatti, sai che ti troverai alle prese con quell’ago famoso, che, poveretto, non ha un bel rapporto con molti di noi (diciamo pure che resta 20081212_meyerantipatico un po’ a tutti). Ecco, se sei del club che la pensa più o meno così: “Donare sangue = anche no, ho paura degli aghi”, allora la puoi solo immaginare, quell’ “ansietta” che sale quando stai per trovarti a tu per tu con una tua paura. La sensazione è simile a quella di quando stai per salire su una giostra che ritieni “pericolosa”. Naso all’ insù, vedi la gente che urla con le mani al cielo, una scarica di adrenalina ti percorre la schiena e da una parte te la fai sotto e ti sudano le mani, mentre dall’altra non vedi l’ora che sia il tuo turno per urlare anche te e provare quel brivido, per slacciarti le cinture, sentire che ce l’hai fatta, hai sconfitto il tuo timore. E alla fine scendere e dire a tutti, ridendo: “Che figata! Lo rifacciamo?” Intanto però arriva il tuo turno davvero, guardi a che altezza sei, e deglutisci. Eppure, a donare il sangue ci vanno anche coloro che hanno paura. Continua a leggere