Il momento presente

Sono giorni che scrivo ininterrottamente. Passo intere giornate a scrivere, e intere serate. Più scrivo, più vorrei scrivere. Mi scoccia interrompermi per mettere in carica il Mac, mi scoccia dover rispondere al telefono, o alzarmi e cambiare posizione perché le gambe mi si intorpidiscono. Scrivo e basta. Se Dio vuole non esiste altro, e niente più che il momento presente, ed è per questo che sono felice. Ma proprio tanto e inverosimilmente felice.

Poi rileggo quello che ho scritto ed eccola, puntuale, la prova di aver fatto un buon lavoro.
La sensazione che a scrivere, alla fine, non sia stata io.

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2015 ci volevi ma ti saluto volentieri

IMG_7818Visto che proprio ora sono così impegnato con me stesso, voglio cercare di dipingere il mio autoritratto con le parole. – V. Van Gogh

Non ci girerò intorno, questo post è più per me che per chi legge. Il 2015 è stato un anno pieno, incasinato e difficile. Bellissimo, per carità. Ho fatto scelte importanti, ho deciso di riprendere il controllo di ciò che andava storto, e, porca vacca se sono “testona”, ho fatto in modo di aggiustarlo. Ho iniziato battaglie che ancora conduco, ho scalato montagne che ancora sogno e ho scoperto spazi nuovi. Ho smesso di guardare fuori e ho ricominciato a guardarmi dentro. Una fatica immane.  Continua a leggere

Blogg’insieme. La copy tedesca: “chiamatemi Texterin!”

Blogg’insieme. Im Italienischen gibt es sensationellerweise kein eigenes Wort für “copywriter”.

Das Tref|fen. Il mio settembre comincia con una mail in arrivo dall’oggetto: “copywriter tedesca”. Il mittente, una collega operativa in Germania, in Italia per lavoro e per perfezionare la lingua. Mi ha scovata googlando “copywriter Firenze”, ebbene sì, eccomi qua. Il mio sito le è piaciuto, mi vuole conoscere per un testa a testa Italia-Germania sul tema: “copywriting, scambiamoci le idee”. Mica potevo dire di no.

Sono a Porta Romana quando mi telefona, piantata nel mezzo della piazza per farmi riconoscere (gli appuntamenti al buio sono eccitanti ma logisticamente problematici, la figura meschina è sempre dietro l’angolo); incerta se appiccicarmi sulla schiena un cartello con la scritta “copywriter Firenze”, ho optato per affidarmi al mio intuito… et voilà. Ci siamo riconosciute da lontano. E’ stato dentro il bar Petrarca che è avvenuta la sorpresa: 2 ore di chiacchiere ininterrotte, udite udite… anche in tedesco. Una lingua che pensavo sepolta nel mio cervello, magicamente resuscitata grazie al potere della chiacchiera molesta. Complice la simpatia di Margarete, così si chiama la mia nuova compare, queste ore sono volate e non potevano che concludersi col proposito di iniziare a scribacchiare qualcosa insieme sui rispettivi blog. Così, appellandomi al nostro signore Storytelling, sono felice di riportare qui per i curiosi alcuni estratti dei nostri discorsi senza capo né coda; un dizionario dei punti di vista: uno scambio interculturale come quelli che facevo al liceo, quando, per noi studenti italiani e non, il fare conoscenza era il pretesto ideale per confrontarci su lingua, cultura, prospettive di vita. E aprire la mente. Continua a leggere

Armani Frames of Life: il mondo visto da una copywriter di Firenze

Schermata 2015-05-11 alle 23.20.13Le porte si aprono: un battito di ciglia, l’iride espande i suoi confini. Gesti, quotidianità, dettagli. Una biblioteca vuota, un alto soffitto, il caffè fumante, le nuvole veloci, la pioggia battente. Ali che si aprono in volo, la neve e i ghiacciai, un ballo appassionato, i piedi di un neonato. La città. Correre. La vita. E alla fine fermarsi, solo un istante. E’ la nuova campagna Armani Frames of Life, che racconta i frammenti di vita di 5 persone e il mondo visto dai loro occhi. Continua a leggere

Hobo Guitars, La mi’ Birra e Alessandra Pistillo – lo storytelling che fa bene al brand

“… Ma la sera a casa di Samu torniamo a parlare… ma la sera a casa di Samu che musica c’è… pochi amici a casa Samu, lo stato ideale… perché ognuno a casa di Samu è nient’altro che sé… certe sere a casa di Samu facciamo le tre, cantando le canzoni … che belle vibrazioni…” (Riadattamento della canzone “A casa di Luca”, di Silvia Salemi.)

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Samuele Calamassi indossa la meglietta Hobo Guitars e serve un favoloso manzo tandoori… perfetto da gustare con La mi’ Birra, ovviamente.

Questo post è una dichiarazione d’amore per lo storytelling, quello autentico, fatto col cuore, che fa tanto bene al brand.

Eccomi, sogni alla mano e Hobo Guitars sullo sfondo.

Eccomi, sogni alla mano e Hobo Guitars sullo sfondo.

Distesa sul parquet caldo, ascolto Samuele, intento a suonare la più bella delle sue chitarre. La tiene sulle ginocchia, sdraiata, come fosse un pianoforte. Una birra in mano,  mi  perdo nell’atmosfera ovattata, cullata dalle note dolci e lente. Assorta, nel pieno dell’ispirazione, scrivo queste righe, quando una battuta cretina di uno di noi mi risveglia all’improvviso, rompendo l’incantesimo e trasformando il mio momento poetico in una risata di pancia. Un altro sorso di birra, un morso alla focaccia appena sfornata, un blues “scemo” che comincia. Sorrido, e penso che questa è la mia dimensione. Perché amo la vita, l’entusiasmo, la creatività; l’arte, l’allegria, l’amicizia. Adoro l’improvvisazione culinaria e musicale, che ispira e spinge alla creazione di queste leccornie e di questi blues acusticamente perfetti. Penso che, anche se domani è lunedì e tutto ricomincia, ora siamo qui a casa di Samu, tutti insieme a cantare. E la vita si impossessa di noi con la follia di un giullare, solo per farci sorridere un altro minuto; per spingerci a lasciarci andare con delicatezza, scalzi, potendoci permettere di restare noi stessi. Perché ognuno, in questa armonia, “contribuisce con un verso”. A casa di Samu, ognuno porta solo la parte più bella di sé. E tutto il resto, semplicemente, resta fuori. Continua a leggere

Il mio 2014 in 5 keywords

10881643_10152768996567517_7594423998044554627_nOggi ho comprato un altro libro: annuso le pagine e assaporo al tatto il liscio della copertina. Amo stare off-line, ma lo poso sul letto e prendo il Pc; è la serata giusta per scrivere questo post. 30 dicembre, tempo di bilanci! Disperazione? No dai, non è detto. Lo so, lo so, le festività natalizie sono per certi versi un periodo terribilmente deprimente, soprattutto perché il Natale amplifica tutte le emozioni, positive o negative, perché si mangia troppo, si spendono soldi per regali inutili, si tende a rimuginare sul passato e così via. A proposito, come le state passando? Io ho optato per il relax totale, scegliendo i libri come compagni di viaggio per le mie vacanze casalinghe. Quest’anno voglio provare a guardarla positiva, leggendo, facendomi improbabili maschere di bellezza all’argilla, andando ai concerti e limitandomi a fare solo una riflessione sintetica sull’anno appena trascorso. 1609618_10152688373147517_4137989007223588563_n Da brava copywriter, ho sintetizzato il 2014 in un pugno di keywords. Così, in una botta sola, riassumo tutto e non ci penso più, correndo libera, felice e coi capelli al vento verso l’orizzonte. E verso un bel 2015. Speriamo.

Avvertimento. La mia keywords-list è simile a quel famoso quadretto riassuntivo che invade Facebook in questi giorni: “è stato un anno meraviglioso…”. No, tranquilli, sto scherzando! Non ve ne andate, restate pure qua. La mia sarà una lista veritiera. Continua a leggere

La vita è un viaggio: Calzedonia, Julia Roberts e me

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La vita è un viaggio, Julia Roberts per Calzedonia

Piazza Duomo, Firenze, autunno 2014. L’aria è umida, così come le mie guance. Cammino. Vicino a una chiesetta che amo, un musicista di strada e la sua fisarmonica intonano “Le Valse d’Amelie”: lo Yann Tiersen di un film senza tempo, che non smette mai di farmi sognare. Guardo in alto; la luce fredda post-tramonto trasforma Santa Maria del Fiore in una cattedrale blu, intensa e protesa verso il cielo cobalto. Sembrano salutarmi, le luci laser dei venditori ambulanti riflesse nelle pozze per terra. Le osservo, mentre continuo a camminare. Mi chiedono se mi voglio tuffare, sprofondando. Continua a leggere